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Utente: altaluna
Nome: elena
ARTISTA,ILLUSTRATRICE E CREATRICE DI FAVOLE IN TERRACOTTA PORTA A GIRO LA SUA VALIGIA DI STORIE CHE SI RACCONTANO DA SOLE PER LA TOSCANA E NON SOLO. MOLTE SONO STATE LE SUE FERMATE E ALTRE CI SARANNO ANCORA IN ITALIA. Nasce come artista nel 1997 col nome THE FREAK creando folletti in terracotta e la Terra di Mezzo e portandoli a spasso per le strade d’Italia . In contemporanea dipinge e decora soggetti fantastici su piccoli mobiletti in legno con secrètaire . Nel suo cammino inizia la passione per l’illustrazione dell’infanzia e cresce il desiderio di conoscere meglio questo ambito insieme ad artisti come Wilkon e Chapek. Approfondisce il suo studio autodidattico dedicandosi al nudo femminile dipingendo ad olio e tecniche miste su tavole di legno. Tra una mostra e l’altra sperimenta le varie tecniche artistiche soprattutto dà molto spazio al chiaroscuro sulla maiolica sia sul piano stilistico che favolistico. Inizia a lavorare come illustratrice dando vita a molte tavole utilizzando o creando ruote, scale, specchi e tutto ciò che può creare un movimento suscitare ricordi o sensazioni…. L’ultima tappa è quella attuale, molto personale andando a studiare i propri sogni e incubi inserendoli in un contesto che va dal racconto per bimbi a quello più lontano come la mitologia classica.. Buon viaggio a voi

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lunedì, 23 aprile 2007

 

SONO LIETA DI INVITARVI ALLA MOSTRA DI

FAVOLE IN TERRACOTTA

CHE SI TERRà

DAL 19 MAGGIO AL 3 GIUGNO 2007

 PRESSO LA

BIBLIOTECA COMUNALE

NELLA SALA DELLE CONFERENZE

VIA ROMA, 37

SAN CASCIANO VAL DI PESA

FIRENZE

TEL. 0558256380

postato da: altaluna alle ore 21:52 | link | commenti
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lunedì, 16 aprile 2007

sirena balena grandese intendo conoscermi interamente

dovrò leggere in me stesso

dovrò sapere ciò che voglio

non soltanto quello che succede in me

bensì fino a che punto sono capace di vedere

di che mezzi dispongo

di quali sostanze misteriose

di quanto ciò che conosco

che finora ho riconosciuto in me

sono composto.

mi vedo evaporare ed esalare sempre di più

le vibrazioni della mia luce astrale diventano sempre più rapide

più immediate

più semplici

e simili ad un ampia comprensione del mondo

così attingo da me stesso sempre di più

sempre altro

cose che sembrano ancor più infinite

affinchè l'amore che costituisce il tutto mi arricchisca

e mi conduca verso quel punto da cui istintivamente vengo attratto.

egon schiele

postato da: altaluna alle ore 13:21 | link | commenti (1)
categorie: poesie
venerdì, 13 aprile 2007

scafandro e pesci palla 

postato da: altaluna alle ore 00:01 | link | commenti
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giovedì, 05 aprile 2007

MARTE

Pianeta rosso

 

Sono nata di martedì, Billie. Sono nata di martedì e la mia pelle non potrà mai scordare il vapore di mia madre e il suo scrigno di cotone.

Si respirava fuoco quel giorno, Billie, e tu cantavi allora come quella volta che decisi di partire.

Ventisette anni dopo, ultimi di settembre. La straziante voce della Holiday provenire, in sottofondo, dalla mia camera buia, le tende che mi accarezzano la schiena, smosse dal lieve vento della notte cittadina.

Dalla finestra della mia soffitta ammiro la luna gravida, il carro e le altre costellazioni mute e in pace con l’Universo. Ma soprattutto guardo te, che brilli più forte di tutti, insistente, eccentrico Marte, che mi fissi dal tuo occhio rosso.

So che ora sei già più lontano, ma solo poco più di un mese fa, avevi raggiunto la tua minima distanza da me, soli 55.758.006 km e è stata l’estate più afosa che io ricordi. Ero piena di inquietudini sconosciute. Quei giorni, certo, mi hai infastidito più del solito.

Marte, piccolo pianeta rosso: dimmi, eri forse invidioso del mio mare quando ci nuotavo?

Non mentire, so che è così. Dopotutto, l’unica acqua che possiedi è sottoforma di ghiaccioli!

Oppure era il calore del sole che ti faceva ingelosire?

Ti sei avvicinato anche a lui per rubargli qualche fiamma e farmi sudare di più?

Avvertivo la tua agitazione. Le tempeste di sabbia, che spesso provocavi, erano troppo violente per me, e ancora non trovo pace.

Marte, si dice che tu sia il dio della guerra, venerato da uomini antichi e, senza ombra di dubbio, anche da quelli moderni. Bene, adesso ascolta quello che sto per dirti: tu mi hai provocata, ma stavolta ti sfiderò io per prima, perché non ti sopporto più, io ti odio!

Ti odio per il caldo che mi hai fatto patire, ti odio perché mi togli l’ossigeno che manca a te e perché mi giri ancora intorno. Io ti odio, perché ogni notte spii i miei sogni e non mi fai dormire.

È per questo che ho deciso che partirò domani, fiera di me stessa e armata di certezze, pronta finalmente a batterti. Tornerò trionfante e così la smetterai di infastidirmi. È certo che la smetterai. Marte, aspettami!

Cantami Billie, senza microfono, la canzone che mi piaceva tanto. Dimmi, con quella tua voce rauca e dolorosa, che martedì è un giorno speciale, che non è assurdo e stupido come invece io credo.

Lady Holiday, acre e miagolante, con quel tuo cognome che non ti somiglia, ripetimi che un giorno lo incontrerò, che Lui mi guarderà e mi sorriderà…

Obiettivo: colonizzare il pianeta marziano.

Il piano di attacco è semplice e rapido, non ci vorrà nulla a metterlo in pratica.

Innanzitutto, bisogna scegliere la giusta attrezzatura. La valigia non dovrà essere troppo ingombrante. Ci vorranno poche cose strettamente necessarie e di superfluo solo lo spazzolino da denti.

I trucchi spaziali saranno a base di zolfo, una delle maggiori componenti della terra marziana, per una migliore mimetizzazione. Sarò quasi nuda, e mi dipingerò da capo a piedi, con questo fetido minerale.

Indosserò una maschera di cartapesta color ocra, e legherò bene i miei capelli, contro le tempeste di sabbia.

Più complesso sarà invece costruire il binocolo. Questo sarà un po’ il mio mezzo di trasporto. Dovrà essere allungabile pressappoco per 55.800.000 km, perché poggerà un’estremità sul tetto di casa mia e l’altra su Marte. Io vi salirò a cavallo e, con una bella spinta, scivolerò con la mia valigia su terra nemica. Per finire, preparerò un barattolone di vetro con i semi dei fiori più colorati, che pianterò una volta lassù. Adesso sono pronta a combattere, pur di ritrovare la tranquillità e l’amore!

Bene, ci siamo. I punti primari sono fissati. Adesso la preparazione.

Come sono eccitata! Sarò la prima colonizzatrice del pianeta della guerra!

Cantami ancora e ancora quel ritornello Lady Day, così brontolona e scocciata del mondo.

Ripetimi che quel giorno non è stupido per nascere o per morire, per partire o per restare, come lo fu per Jimmy Davis, che partì per la guerra e non tornò più. La scrisse bene per te Lover man, lui che non era uno di quegli uomini che ti facevano paura, lui che era diverso.

Promettimi che ci sarà uno come lui per me, che mi prenderà per la mano e, anche se non mi sembrerà vero, anche se noi due guardandoci non diremo una parola, ci capiremo in un attimo. Dimmi che accadrà e che sarà domani, martedì…giorno di Marte…

La tensione sale. Il binocolo è pronto a salpare, ma io non ancora. La valigia è stracolma, i travestimenti astrali saranno indossati poco prima di partire. Controllo la lista delle ultime cose da fare e la sveglia. Una volta terminato il lavoro, penso che sarà meglio riposare un pò, per affrontare il viaggio senza stanchezze. Devo cercare di dormire profondamente.

Quanti anni luce, Billie, per arrivare su Marte! Che paura partire, mia cara!

Ma tu mi consoli, parlandomi del tempo d’estate, che è giusto per viaggiare, quando la vita è facile, i pesci saltellano e il cotone è alto.

Ma, anche se penso che questa non sarà una vacanza, voglio crederti. Urla allora questo Jazz, per me contro le paure e per te contro la galera, in faccia ai bianchi che ti facevano sgobbare, ai padroni neri che ti hanno stuprata. Billie, urla con tutta la forza che hai, mentre da quelle gardenie che hai infilato tra i capelli crespi, scende ininterrotto il sangue, che ti cola sugli occhi. Tu, ubriaca di vita ed io qui, che respiro il fuoco che porto e che mi porta lassù.

Canta!Canta! Finché Marte non ci separi.

Prima ora. Mi ripeto come un mantra che devo dormire, devo riuscirci!

Passa un’ora e ancora non dormo. Provo a chiudere gli occhi, ma mi giro e mi rigiro nel letto, con le canzoni che ancora non la smettono di suonarmi in testa.

Terza ora. Inizio a pensare che forse il binocolo necessita di un’oliatina, prima di partire.

Quarta ora. Appena sbarcata cosa mi attenderà? Sarò sola… Lì, certo, non mi aspetteranno belve selvagge o marziani, ma sicuramente situazioni inaspettate. E se invece non trovassi niente?

Quinta ora. Avrò fame? Avrò sete? Nuda in quel modo, patirò un freddo cane… Non ci avevo pensato, avevo pensato solo a combattere…

Che ore sono? Ancora mi rigiro tra le lenzuola umide e butto in terra il cuscino. Come farò a piantare e coltivare i miei semi, in quella terra arida? Non nascerà niente in un posto dove ci sono state solo guerre… Chissà se prima ci sono stati alberi, fiori, animali… Chissà …

Sesta ora. La tempesta di sabbia rossa tra i capelli sarà odiosa e mi darà prurito, non potrò grattarmi se sono impegnata nella battaglia…

Settima ora. E per tornare indietro? Il binocolo è progettato come scivolo solo per l’andata, e scalarlo per tutti quei chilometri di ritorno sarà dura…

Controllo la sveglia, manca solo mezz’ora e sono esausta, più arrabbiata che mai. Accidenti a te, Marte! Ai tuoi influssi notturni. Che tu possa incendiarti col tuo stesso fuoco e nei tuoi monotoni conflitti! Affinché io possa finalmente dormire.

Ad un tratto si spegne la musica nella mia testa, e crollo in un sonno profondo.

Sto per partire e guarire ragazza, e anche tu, quel giorno, ti alzerai cantando e spiegherai le tue ali prendendo il cielo.

Mezzanotte. Suona la sveglia. Provo a mettere a fuoco il sogno che ho appena fatto, ma è come districare reti confuse. Così, annebbiata, scendo dal letto. Prendo la mia valigia, ancora in camicia da notte, e salgo scalza gli scalini che mi portano alla soffitta. Prendo una sedia, per poter arrivare alla finestra in alto, e la spalanco. Poi ti guardo, piccolo pianeta rosso, che da sempre mi fissi.

Noto però, che qualcosa è cambiato. È un cielo nuovo questo e in un lampo, una cometa che striscia nel firmamento diventa una rivelazione. Nello stesso tempo, anch’io non sono più la stessa, e sorrido tra me.

Mi chino a prendere la pesante valigia, che con un colpo secco e un sospiro butto sul tetto.

Richiudo la finestra, balzo giù dalla sedia e lancio un ultimo sguardo alla valigia dietro il vetro. Poi, in una volata, sono in camera mia. Mi sembra bellissimo tornare a letto.

Buonanotte Billie, è ora di dormire. Quindi silenzio, non si piange più .

È un nuovo martedì questo, e sarà un giorno speciale .

 

 

He'll look at me and smile

I'll understand

And in a little while

He'll take my hand

And though it seems absurd

I know we both won't say a word.

Still I'm sure to meet him one day

Maybe tuesday

Will be my good news day.

elena  gelli

CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA 2006

ASS.LA ROCCA

CAMPI BISENZIO

postato da: altaluna alle ore 10:37 | link | commenti (7)
categorie: marte pianeta rosso
mercoledì, 04 aprile 2007

SCRIVIMI....

postato da: altaluna alle ore 18:16 | link | commenti (1)
categorie: mail, posta, recapito

Vocali

A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali
io dirò un giorno le vostre segrete origini:
A, nero, corsetto villoso delle mosche lucenti
che ronzano intorno a crudeli fetori,

golfi d'ombra; E, candori di vapori e di tende,
lance di fieri ghiacciai, bianchi re, brividi d'umbelle;
I, porpora, sputo di sangue, riso di belle labbra
nella collera e nelle ebrezze penitenti;

U, cicli, fremiti divini di mari verdi,
pace dei pascoli disseminati di animali, pace delle rughe
che l'alchimia scava nelle ampie fronti studiose;

O, Tromba suprema piena di stridori strani,
silenzi solcati dai Pianeti e dagli Angeli:
- O l'Omega e il raggio violetto dei Suoi Occhi!

Rimbaud

POMO DELLA DISCORDIA

postato da: altaluna alle ore 17:14 | link | commenti
categorie: poesie

GIRA LA NOTTE SULLE SUE RUOTE INVISIBILI

PRESSO ME SEI PURA COME L'AMBRA ADDORMENTATA

Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l'ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.

acrobata

NERUDA

postato da: altaluna alle ore 16:39 | link | commenti
categorie:
martedì, 03 aprile 2007

SENSAZIONE

 

Sensazione

Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera;
trasognato sentiro' la sua frescura sotto i piedi
e lascero' che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlero', non pensero' piu' a nulla:
ma l'amore infinito mi salira' nell'anima,
e me ne andro' lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, - lieto come con una donna.

Marzo1870

arthur rimbaud

postato da: altaluna alle ore 14:14 | link | commenti
categorie: poesie
lunedì, 02 aprile 2007

d. quijotte de la mancha

BUTTATE UN OCCHIO FRA LE FAVOLE IN TERRACOTTA E TROVERETE...

INNOCENTI MINOTAURE, CAVALLINE DI TROIA...

FATEVI UN GIRO SUL VELOCIPEDO INDOSSANDO MASCHERE DI CONIGLIO

PERDENDOVI TRA INNUMEREVOLI GIOCHI DI SPECCHI

NELLA SPERANZA DI RITROVARE IL FILO...

 

postato da: altaluna alle ore 23:38 | link | commenti
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