favole in terracotta e illustrazioni
se intendo conoscermi interamente
dovrò leggere in me stesso
dovrò sapere ciò che voglio
non soltanto quello che succede in me
bensì fino a che punto sono capace di vedere
di che mezzi dispongo
di quali sostanze misteriose
di quanto ciò che conosco
che finora ho riconosciuto in me
sono composto.
mi vedo evaporare ed esalare sempre di più
le vibrazioni della mia luce astrale diventano sempre più rapide
più immediate
più semplici
e simili ad un ampia comprensione del mondo
così attingo da me stesso sempre di più
sempre altro
cose che sembrano ancor più infinite
affinchè l'amore che costituisce il tutto mi arricchisca
e mi conduca verso quel punto da cui istintivamente vengo attratto.
egon schiele
Vocali
A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali
io dirò un giorno le vostre segrete origini:
A, nero, corsetto villoso delle mosche lucenti
che ronzano intorno a crudeli fetori,
golfi d'ombra; E, candori di vapori e di tende,
lance di fieri ghiacciai, bianchi re, brividi d'umbelle;
I, porpora, sputo di sangue, riso di belle labbra
nella collera e nelle ebrezze penitenti;
U, cicli, fremiti divini di mari verdi,
pace dei pascoli disseminati di animali, pace delle rughe
che l'alchimia scava nelle ampie fronti studiose;
O, Tromba suprema piena di stridori strani,
silenzi solcati dai Pianeti e dagli Angeli:
- O l'Omega e il raggio violetto dei Suoi Occhi!
Rimbaud

Sensazione
Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera;
trasognato sentiro' la sua frescura sotto i piedi
e lascero' che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlero', non pensero' piu' a nulla:
ma l'amore infinito mi salira' nell'anima,
e me ne andro' lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, - lieto come con una donna.
Marzo1870
arthur rimbaud
Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro ai fratelli più grandi,
e ride e piange con loro, per imitarli,
tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente
non hai mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.
Il mondo te l’ha insegnata.
Così la tua bellezza divenne sua.
Del pauroso mondo antico
e del pauroso mondo futuro
era rimasta solo la bellezza e tu
te la sei portata dietro con un sorriso obbediente.
L'obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri, troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà.
Così ti sei portata via la tua bellezza,
sparì come un pulviscolo d'oro.
Pier Paolo Pasolini - Marilyn - Versione di Renato Guttuso